Archive for the 'Internet' Category

Free:the future of a radical price gratis su Itunes (audiolibro)

L’ultimo libro di Chris Anderson, “Free: the future of a radical price”, è disponibile GRATIS in formato audiolibro nello store statunitense di Itunes. E’ la prima volta che scarico un audiolibro: chiaramente non potrà essere un sostituto perfetto della controparte cartacea ma voglio provare, visto che è gratis 😉

Alla prossima

L’economia del free

Il Wall Street Journal pubblica un articolo di Chris Anderson sul tema dell’economia del free.

Da non perdere

Itunes Plus: DRM free, ma attenzione

Come fa notare CNET

Be warned: your account information is stored in every file
Although iTunes Plus files feature no copy protection, files downloaded still contain the email address you have registered with iTunes. So although files can physically be shared with, and played by, friends and family, any of your purchases that end up on file-sharing networks, for example, can be traced back to you.

…inoltre…

Apple’s iTunes Plus files are DRM-free, but sharing the files on P2P networks may be an extremely bad idea. A report published by CNet highlights the fact that the account information and email address of the iTunes account holder is hidden inside each and every DRM-free download. I checked, and I found I couldn’t access the information using an ID3 tag editor, but using Notepad I found my email address stored inside the audio file itself

Microsoft i blocca client alternativi di MSN?

Circola voce che Microsoft stia bloccando i client che usano la versione 15 del protocollo. Il risultato è che parecchi client alternativi non funzionano correttamente segnalando errori come «internal server error».
Secondo uno degli sviluppatori di amsn non sarebbe corretto parlare di blocco in quanto:

microsoft didn’t do anything to kick us out, they just cleaned their server, we were the ones doing the wrong thing (using the wrong server) from day one, simply because we were too lazy to implement the redirection stuff… just as much as the protocol change happened that blocked 0.97 release from working, microsoft didn’t do it against us, they just cleaned their server, and we had a bug in our code that was depending on their own “old crap”…

La citazione è presa da questo messaggio sul forum di amsn.

La soluzione? Utilizzare l’ultima release disponibile via SVN

A 2024 si parla di NGN

Vi invito a non perdere l’ultima puntata di 2024 in cui si parla, fra le altre cose, di NGN.

Grillo, google e censura: TUTTE FESSERIE

L’antefatto è disponibile qui.

Il suggerimento «grillo» dopo «beppe» è ora visualizzato. La prova di quanto dicevo: è tutta questione di keyword e rilevanza. Tante persone hanno ricercato beppe+grillo, la keyword ha assunto rilevanza, la keyword è mostrata nei suggerimenti. Parlare di complotto è servito solo ad aumentare la visibilità del sito, una abile azione di marketing si potrebbe dire.

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Grillo, google e censura: Fesserie?

Leggo con rabbia l’ultima trovata, a mio avviso tutta pubblicitaria, di Beppe Grillo, il quale si lamenta che il suo nome non appare nei suggerimenti di ricerca. Un esempio e visibile qui sotto:

Per questo motivo il comico genovese utilizza, a mio avviso a sproposito, la parola censura. Mi vengono in mente diversi motivi per i quali google italia non abbia alcun interesse, in quanto azienda, a censurare beppe grillo ed il suo sito.
In primo luogo Grillo utilizza a piene mani i servizi di google quali youtube e google maps quindi dal suo sito partono tanti visitatori verso i servizi di big G e questo significa altrettante views agli annunci pubbliciatari presenti negli stessi. Quindi a google fa molto comodo che il signor Grillo utilizzi nei propri post i suoi servizi perchè appunto risce a veicolare pubblicità.
In secondo luogo applicare una vera censura provocherebbe un serio danno di immagine al motore di ricerca che da sempre ci rifila il suo motto don’t be evil.

Ma andiamo oltre: diamo un’occhiata al trend delle ricerche sulle parole «beppe grillo» negli ultimi 12 mesi, utilizzando Google Trends (o alexa):

Google Trends

Come si vede il numero di ricerche per le parole chiave «beppe grillo» è in flessione rispetto al primo quadrimestre dell’anno. Ciò probabilmente significa che, secondo le metriche di Google, la parola «grillo», dopo la parola «beppe» non è quella che con maggiore probabilità il visitatore vorrà utilizzare nelle proprie ricerche. Pertanto essa è eliminata dalla piccola lista di suggerimenti che Google ci mette a disposizione per facilitare le nostre ricerche. Tutto ciò va sotto il nome di rilevanza non censura (morbida o no). Se la cosa non sta bene al signor Grillo deve assumere qualche esperto di SEO e far si che il sistema di ranking di Google giudichi più rilevante il suo sito e le relative parole chiave «beppe» e «grillo». Piagnucolare utilizzando la censura come spauracchio non serve a nulla se non a far parlare di se, e ad aizzare quella parte di sostenitori di Grillo (di cui lui è ben conscio) i quali si sentono realizzati dal bobardare di email l’obiettivo del momento e magari si divertono a qualche atto «offf-line» che puzza di ritorsione.

Dico questo perchè tutta questa faccenda ricalca pari pari la questione della grande causa iniziata da Mediaset contro Youtube e l’altrettanto famosa richiesta di risarcimento. Mediaset in quell’occasione utilizzò come consulente di parte il famoso Matteo Flora il quale, da professionista quale è, fece il suo bravo lavoro e consegnò a Mediaset il risultato della sua indagine. Ecco da qual momento il signor Flora dovette, suo malgrado, essere protagonista di molte e spiacevoli situazioni in quanto additato da Grillo come una spece di anticristo della libertà in rete. Tutto questo solo per aver svolto il proprio lavoro. Se siete interessati a qualche dettaglio su questa storia vi consiglio la lettura di queste FAQ.

Concludendo il mio personale consiglio è sempre la massima criticità verso le «notizie bomba» farcite di toni scandalistici, chiunque sia a darvele.

Aggiornamento 29/12/2008

Come immaginavo questo mio articolo era destinato a fare scalpore. Qui riporterò le domande che emergono nei commenti con le mie risposte. Capisco la diffidenza nelle mie argomentazioni, non mi aspetto che ne il pubblico di questo blog, ne il pubblico di quello di Grillo abbia una minima idea di cosa sia un motore di ricerca o di come funzioni. Confido tuttavia nel buonsenso e nel senso critico di chi legge.

FAQ 1: Perchè il suggerimento «grillo» dopo «beppe» viene fuori nelle versioni non italiane di Google?

RISPOSTA: I suggerimenti di ricerca sono utili al motore di ricerca al fine di meglio «comprendere» il bisogno informativo dell’utente. Questo perchè il motore di ricerca – da ora MDR – non comprende il significato delle parole, non conosce la semantica, ma solo la forma: ciò singnifica che per un MDR la parola beppe è niente altro che la sequenza b-e-p-p-e. Fatta questa prenessa andiamo avanti: come detto sopra, secondo metriche interne (e in buona parte non note), Google sceglie quelle parole chiave da suggerire al fine di guidare da una parte la ricerca dell’utente, dall’altra la scelta dei risultati (il ranking degli stessi).
Le versioni internazionali di google, probabilmente, ritengono che un visitatore sia molto probabilmente intenzionato alla ricerca beppe+grillo rispetto a beppe+<altra parola chiave> proprio grazie al grande successo internazionale del blog. Inoltre quanti «beppe» pensate ci siano in Inghilterra o in USA? Pochi a mio avviso, pertanto la rilevanza della parola «grillo» sale molto e viene inclusa in quella piccola lista di suggerimenti.

In Italia, invece, ci sono molti più «beppe» e vi è una specie di concorrenza fra le parole chiave. Per questo, probabilmente, la rilevanza della parola «grillo» ed il suo potere discriminatorio sui risultati non è tale da superare quella soglia necessaria per essere inserito nella lista dei suggerimenti. L’esempio di Google trends non voleva essere una prova scientifica del mio ragionamento ma piuttosto una idea abbastanza comprensibile di come vanno le cose in un MDR: dubito che se avessi fatto un discorso più tecnico sarei stato compreso allo stesso modo.

Inoltre, leggendo la definizione di «censura», sul De Mauro:

controllo esercitato da un’autorità civile o religiosa su pubblicazioni, spettacoli, mezzi di informazione, per adeguarli ai principi della legge, di una religione o di una dottrina morale: c. repressiva | l’ufficio dei funzionari che provvedono a tale controllo

ci si rende conto che il termine è utilizzato a sproposito  in quanto la query «beppe» su google italia restituisce come primo risultato il blog del comico genovese. Ripeto, il termine corretto è rilevanza, non censura. Coloro i quali sono dietro al blog del comico devono industriarsi per fare in modo che la rilevanza della perole chiave associate al blog di Grillo sia tale da rientrare nei suggerimenti.

Aggiornamento 29/12/2008 ore 11.45

Il suggerimento «grillo» dopo «beppe» è ora visualizzato. La prova di quanto dicevo: è tutta questione di keyword e rilevanza. Tante persone hanno ricercato beppe+grillo, la keyword ha assunto rilevanza, la keyword è mostrata nei suggerimenti. Parlare di complotto è servito solo ad aumentare la visibilità del sito, una abile azione di marketing si potrebbe dire.

PS: prego i visistatori che vogliano lasciare commenti ad essere rispettosi.


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